giovedì, 5 aprile 2007
Anche missmac è senza veli per un giorno in onore degli standard web e dell’accessibilità: è il CSS Naked Day.
Per me è un buona occasione per rivedere il markup e la struttura del blog e ad esempio chiedermi: come mai ho messo la navigazione prima dei contenuti nella home page, mentre altrove l’ho spostata in fondo? Incuria, sbadataggine? O era voluto? Forse è il momento di prendere una posizione forte su quale sia la soluzione più accessibile?
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giovedì, 9 novembre 2006
Ieri parlando di distrazioni musicali ho citato Finetune perché ha un pregio: oltre a concedere i soliti 30 secondi di anteprima ci lascia ascoltare i brani completi, a due condizioni: la nostra playlist deve contarne almeno 45, e non più di tre dello stesso artista.
Fatta la nostra scelta, possiamo condividerla col mondo (che non aspetta altro), con un link o incorporando in una pagina web un piccolo player come questo:
Qualche difetto:
Alla fine, per stirare vanno forse meglio i più noti Last.fm e Pandora (col suo bel player per Mac telecomandabile, Pandora Boy).
Aggiornamento: mi era sfuggito Radioblogclub, che dà modo di inserire anche una singola canzone per volta nel proprio sito. Semplice e diretto: non serve nemmeno registrarsi.
Ecco l’esempio (che manda a ramengo la validità del codice, ma pazienza):
Davvero niente male, a parte l’uso del tag <embed>, problema comunque aggirabile. Anche il database sembra fornito: su Finetune Israel Kamakawiwo’ole non l’avevo trovato.
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mercoledì, 8 novembre 2006

Playlist è un libro in cui Luca Sofri commenta 2556 canzoni.
Niente disquisizioni musicologiche dotte, ma mini-recensioni in tono colloquiale e ironico che si leggono con piacere, sia quando contengono aneddoti e curiosità, sia quando si limitano a riassumere il testo della canzone. La scelta dei titoli si basa sul gusto dell’autore, ma anche sull’importanza di certe canzoni “per la storia di ciascuno di noi” (vedi Baglioni).
L’ho preso pensando che avrei finalmente staccato un po’ gli occhi dal monitor, ma avevo fatto male i conti, perché “la musica è cambiata“, dice il sottotitolo, e più o meno significa: “provate a leggerlo senza sentire il bisogno di tenere l’iTunes Music Store sottomano”. O senza perdere un sacco di tempo per creare una playlist per stirare su Finetune.
Bellissima l’illustrazione in copertina di Pierluigi Longo (un Franz Roh che ha visto Mattotti), ma Rizzoli poteva tirar fuori qualche lira in più per il blog d’appoggio, che Sofri per fortuna rende comunque interessante (con estratti dal libro e altre note).
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domenica, 6 agosto 2006
Aggiornamento: Nel frattempo Flickrmap ha cambiato nome in Trippermap, e Flickr (come segnala Nico) ha integrato un sistema di geotagging che però mi convince poco perché si basa ovviamente sulle mappe di Yahoo! (meno dettagliate rispetto a quelle di Google, almeno per l’Italia).
Molto apprezzata invece l’opzione di Flickr che consente di impostare, foto per foto, diversi gradi di privacy per le informazioni geografiche.
Per aggiungere i geotag (tag geografici) alle foto di Flickr esistono ormai vari modi; io uso il comodo bookmarklet di aemkei che funziona direttamente dal browser (ma supporta al momento solo USA, Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna e Giappone) e il sistema di Flickrmap per aggiungerli con Google Earth.
Aggiunti i geotag, serve un modo per giustificare il tempo buttato, e per questo ho creato la mia Flickrmap.

Chi usa Firefox può contare anche su GMiF – Google Maps in Flickr, uno script per Greasemonkey che incorpora nelle pagine di Flickr (con geotag) le mappe di Google.
L’interfaccia è più complicata, ma offre opzioni in più rispetto a Flickrmap, come la possibilità di vedere foto di terzi scattate nelle vicinanze.
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sabato, 29 luglio 2006
Sono tempi duri.
Negli ultimi mesi il W3C ha attirato critiche e sfiducia, e la tensione è alle stelle: Joe Clark manda al diavolo le WCAG 2, Maurizio Boscarol parla di balcanizzazione dell’accessibilità, e Jeffrey Zeldman fa il punto della situazione, e conclude: o il W3C si mette in riga, avvicinandosi alle esigenze degli sviluppatori, o la comunità dei sostenitori degli standard web comincerà a guardare altrove.
Nell’attesa di una svolta, meglio tenere alti gli spiriti con qualche distrazione, come il teaser di Iconfactory.
Il noto sito di icone si sta rinnovando, e il processo di ricostruzione diventa una favola in pixel art spiritosa e un po’ irriverente. Ah, quando si dice creatività!

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